Il potere della follia
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Mi è capitato di leggere un commento sotto a un mio video: "C’è un motivo se il giullare era il più basso nel rango della corte". È una frase quasi poetica, ma storicamente è completamente sbagliata.

Se pensate che il giullare fosse solo un poveraccio che faceva capriole per un tozzo di pane, vi state confondendo con qualcun altro. Ecco perché il giullare di corte era, in realtà, una delle figure più potenti e intoccabili del Medioevo.
Il primo grande errore è confondere il giullare di corte con i saltimbanchi e giocolieri di strada. I saltimbanchi erano vagabondi, spesso poverissimi e visti con sospetto dalla Chiesa (che li chiamava "strumenti del diavolo", perchè contorcevano il corpo con acrobazie). Il loro rango sociale era effettivamente bassissimo. Il giullare di corte, al contrario, era un professionista d'élite. Viveva nel castello, mangiava cibo di alta qualità e indossava abiti costosi, spesso confezionati con gli stessi tessuti pregiati della famiglia reale. Era, a tutti gli effetti, un membro della cerchia ristretta del Re.
In un'epoca in cui una parola sbagliata contro il sovrano poteva costarti la testa, il giullare godeva del cosiddetto "privilegio del folle": era l'unica persona a cui era permesso criticare, insultare o prendere in giro il Re senza essere accusato di tradimento (senza esagerare, se no rischiava di farsi tagliare la lingua). Mentre i nobili e i baroni dovevano pesare ogni parola per non rischiare il peggio, il giullare era l'unica voce libera, che agiva come una valvola di sfogo politica. Era l'unico che poteva dire la verità in faccia al potere, smascherando ipocrisie e complotti con la satira.
Un vero giullare di corte non era uno stupido buffone, ma anzi doveva istruito. Conosceva il latino e la musica, doveva saper padroneggiare il linguaggio e la satira in modo eccellente e, inoltre, doveva saper leggere l'umore della corte e intervenire per allentare le tensioni politiche prima che sfociassero in conflitti.
Esempi che hanno fatto la storia:
Triboulet: Alla corte di Francesco I di Francia, era così influente che ispirò opere di Victor Hugo e di Verdi (il Rigoletto).
Will Sommers: Il giullare preferito di Enrico VIII. Sommers era uno dei pochissimi che riusciva a calmare l'ira del terribile re e a farlo ridere anche nei momenti più bui.
Roland le Pettone: Sotto Enrico II d'Inghilterra, ricevette in dono un intero maniero e 12 ettari di terra. Non male per essere "l'ultimo della scala sociale".

Il rango non si misura solo con i titoli nobiliari, ma con la vicinanza al potere e la libertà d'azione. Il giullare non era il gradino più basso della corte; era l'unico uomo veramente libero in un sistema di "schiavi" incatenati dal protocollo e dalla paura.
Mentre i nobili dovevano chiedere udienza e inchinarsi, il giullare sedeva ai piedi del trono, ridendo di tutti. E forse, era proprio questo a dare fastidio.
Se vuoi approfondire la storia di queste figure affascinanti, ecco alcuni testi fondamentali:
Gli occhi della follia. Giullari e buffoni di corte di Tito Saffioti
I giullari nell'immaginario medievale di Sandra Pietrini
Lo scettro e la marotta. Storia dei buffoni di corte di Maurice Lever